dic 05 2008

Coppa Davis a Merano?

Riportiamo quanto apparso sulla cronaca di Merano dal quotidiano locale “Alto Adige” nell’edizione di venerdì 5 dicembre:

“TENNIS INTERNAZIONALE ALL’ORIZZONTE
In via Piave si sogna la Coppa Davis
Lavori in corso per accaparrarsi il confronto di settembre della nazionale
Per il Tennis club dí via Piave sarebbe un “ace” straordinario:  un’opzione riservata al Tennis 2000 Brunico presieduto da Roland Sandrin (consigliere Fit) potrebbe essere fatta valere per portare in Alto Adige  gli incontri di Coppa Davis in programma a settembre 2009.
E Merano, almeno sulla carta, è la candidata che può sfoggiare le credenziali più autorevoli.

I fasti del grande tennis vissuti a Merano fino ad un decennio fa potrebbero rinverdirsi il prossimo settembre,  in occasione degli incontri di Coppa Davis del gruppo 1 zona Europa-Africa in cui l’Italia attualmente figura.
A seconda del verdetto del match in programma a marzo con la Slovacchia,  la nazionale capitanata da Corrado Barazzutti affronterà uno spareggio per la salvezza o la promozione.
E le possibilità che si giochi sulla terra rossa di via Piave sono concrete.
Lo conferma Roland Sandrin, consigliere della Federazione italiana tennis  e presidente del Tennis 2000 Brunico: «Stiamo lavorando per portare in Alto Adige un match casalingo dell’Italia in Davis.
Ragioni meteo rendono irrealizzabile l’opportunità per marzo, quando dalle nostre parti fa ancora troppo freddo, ma per settembre queste preclusioni cadrebbero».
Sandrin dispensa diplomazia e parla di Alto Adige, ma la candidatura di Merano appare francamente la più forte, per tradizione, per struttura e per la solidità che il nuovo corso del Tennis Club di via Piave ha palesato (fra l’altro, la presidente del sodalizio meranese Tatjana Finger ha da poco assunto il timone del comitato”provinciale).
L’avversaria più agguerrita sarebbe Caldaro, sostenuta dall’entusiasmo suscitato dall’effetto-Seppi.
Tra qua a settembre, però, si frappongono tanti se e tanti ma.
In cima alla lista, quelli legati all’esito della sfida di marzo e dai successivi sorteggi. In sintesi, bisognerà attendere l’avversario di autunno: se fosse una nazionale che gli azzurri hanno affrontato in casa nel confronto più recente, le racchette italiane sarebbero costrette alla trasferta e arrivederci sogni di gloria; in caso contrario, le probabilità di vedere Seppi & co. sulla terra rossa di Maia Bassa sono significative.
«Ogni circolo affiliato alla Fit -chiosa Sandrin – vanta il diritto di avanzare richiesta per ospitare la Davis, che viene poi assegnata in virtù dell’offerta economica.
Due anni fa il nostro club si è aggiudicato la gara, senza per altro mai esercitare tale opzione.
Rimane solo da verificarne la validità, ma non erano previste scadenze».
Il gioco, a questo punto, si farebbe anche economico. Nel senso che una tappa di Coppa Davis costa intorno ai 250 mila euro, per coprire i quali la federazione (a differenza di un tempo) non apre il portafoglio.
Sta dunque alla disponibilità delle amministrazioni locali – unitamente a quella degli sponsor -
 provvedere ad affiancare il circolo organizzatore nella copertura finanziaria
 Sull’altro piatto della bilancia ci sono i ritorni primo fra i quali, considerata la lucentezza dell’insalatiera Davis, quello d’immagine.

categoria: Club

 

Scrivi un Commento